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Mafia, condannati quattro imputati accusati di estorsione

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Tribunale Catania35.000 euro di risarcimento. 11 anni e 6 mesi di reclusione. Questa è la condanna massima stabilita dal Tribunale di Catania per quattro imputati accusati di estorsione. Tra i giudicati Grazia , cugina del noto boss, condannata a 8 anni e 4 mesi, più confisca dei beni per 13.000 euro. Una sentenza esemplare. Un ottimo risultato per l’Associazione Antiracket e Antiusura Etnea (As.a.a.e) costituitasi parte civile accanto ad un commerciante di S. Cristoforo, vittima per anni di estorsione. L’uomo è stato l’unico a confermare la rivelazione di un pentito. La sentenza, infatti, è il punto di arrivo di un’indagine condotta dalla Polizia a seguito della confessione del ex uomo di mafia che ha rivelato i nomi dei commercianti sottoposti ad estorsione.

L’appoggio legale e psicologico al denunciante è stato assicurato dall’As.a.a.e. Il presidente Gabriella Guerini soddisfatta dichiara: «È una sentenza importante. Serve a ricordare che denunciare conviene. I problemi maggiori li ha chi per paura resta assoggettato all’illegalità».

Questo non è un caso isolato ma un cammino verso la legalità corredato da continui passi e reale appoggio da parte dell’associazione presente attivamente sul territorio. Appoggio anche dalle istituzioni vicine agli imprenditori che si ribellano e denunciano gli atti intimidatori di estorsione. Ieri, 16 luglio il caso di Feltri, imprenditore agricolo vittima del racket, è stato al centro di un vertice in Prefettura cui ha partecipato, oltre all’imprenditore, Gabriella Guerini, accompagnata da Maria Luisa Barrera, e il coordinatore provinciale di Libera di Catania, Giuseppe Strazzulla, accompagnato da Renato Camarda.

Il prefetto di Catania ha garantito che nei prossimi giorni seguiranno sul caso nuovi incontri operativi. «Anche in questa circostanza offriremo alla vittima tutto l’appoggio di cui ha bisogno – ha assicurato il presidente dell’associazione antiracket e antiusura etnea, Gabriella Guerini – affinché crescano sempre più le denunce agli estortori e a tutti quei delinquenti che minano l’attività economica e la serenità familiare di tanti imprenditori onesti. La società civile non deve mai assuefarsi ai fenomeni criminali, ma trovare sempre la forza per reagire. Per questo – conclude Guerini – associazioni come la nostra staranno sempre al fianco di coloro che decidono, con coraggio, di affrancarsi dalle logiche della criminalità organizzata».

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