 I carabinieri del Ros di Catania hanno eseguito a Catania 11 fermi, tutti indagati per associazione mafiosa, e che apparterrebbero a due gruppi dello stesso clan che stavano per dare vita a una nuova sanguinosa guerra criminale. I provvedimenti sono stati emessi dalla locale Procura Distrettuale Antimafia. Al centro delle indagini del R.o.s., le dinamiche associative di Cosa Nostra Etnea e soprattutto azioni di fuoco gia' pianificate e riconducibili a tensioni interne tra la componente dei Mirabile e quella di Giuseppe Ercolano e Benedetto Santapaola.
Ad essere fermati sono, Francesco Mirabile di 55 anni, Carmelo Mirabile 45enne, Pietro Mirabile 53enne, Paolo Mirabile 34enne, di Catania, Angelo Mirabile 45enne, Daniele Nizza 34enne, Saitta Lorenzo 36 anni, Antonino Santapaola 51enne (figlio di Salvatore), Roberto Vacante 48enne, Salvatore Guglielimnio 39enne e Lorenzo Schillaci 43enne, originario di Troina. "Non c'e' ancora - ha detto il procuratore Salvi - un provvedimento cautelare nei loro confronti, perche' si tratta di un fermo d'urgenza. "Siamo dovuti intervenire per evitare che ci potesse essere spargimento di sangue", aggiunge il procuratore Giovanni Salvi, che spiega, la vicenda si ricollega all' operazione Dioniso, fu necessario intervenire per evitare un attentato. Si tratta di una situazione in contino mutamento che stiamo monitorando costantemente".
Le indagini avviate nel marzo 2010, hanno permessso di accertare gli attriti all'interno del gruppo Ercolano-Mangion, in collegamento con i figli di Nitto Santapaola, ed i fratelli Antonino e Salvatore Santapaola, vicini alla famiglia Mirabile. Il blitz di questa mattina, ha permesso di salvare la vita a Lorenzo Schillaci e Salvatore Gugliemino , destinati ad essere uccisi, per uno sgarro. Un tempo appartenenti al gruppo dei Miarabile e successivamente passati al clan opposto, i Killer, secondo gli investigatori "erano in attesa del nulla osta", che doveva partire dal reggente della famiglia, l' ergastolano Giuseppe Mirabile che dal carcere ne parlava con i familiari. Il motivo sarebbe da collegare per il controllo del territorio nel calatino.
L'operazione di questa mattina, inciderà ulteriormente sulle dinamiche associative di Cosa Nostra etnea, condizionandone il processo riorganizzativo avviato a seguito dell'operazione "IBLIS" del ROS, che aveva privato l'organizzazione dei suoi elementi apicali e, in particolare, del rappresentante provinciale come Vincenzo Aiello, tratto in arresto l'8 ottobre 2009 a Belpasso dall'Arma, mentre era in corso un summit tra i più autorevoli uomini d'onore di Cosa Nostra catanese, consentendo l'arresto dei latitanti Santo La Causa e Carmelo Puglisi, nonché degli affiliati Venerando Cristaldi, Sebastiano Laudani, Rosario Tripodo, Ignazio Barbagallo, Francesco Platania e Antonino Botta.
Alla conferenza stampa erano presenti il procuratore capo Giovanni Salvi, il comandante provinciale dei Carabinieri Giuseppe La Galla, il generale Parente, vice comandante dei Ros, e il comandante dei Ros di Catania il maggiore Lucio Arcidiacono .
Alfio Musarra
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