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Cronache - In Città

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28 Gennaio 2012 ore 11:57
Il ministro della giustizia, Paola Severino sceglie Catania

Il ministro della giustizia, Paola Severino sceglie Catania

Desidero rivolgere il mio deferente saluto al signor presidente della Repubblica, la cui costante attenzione verso la concreta attuazione dei lavori istituzionali in materia di giustizia costituisce un essenziale punto di riferimento nella nostra quotidiana attivita". Apre cosi’ il ministro della giustizia, Paola Severino, oggi a Catania all'apertura dell’anno giudiziario. A Catania "una corte d'appello molto prestigiosa" ha detto il Ministro.

Parlando della criminalita’ organizzata: "in Sicilia la criminalita' organizzata rende diverso e piu' oneroso il lavoro quotidiano, impone di tenere alta l'attenzione per evitare coinvolgimenti in circuiti di malaffare o peggio infiltrazioni dentro le istituzioni, qui si vive in prima linea e i risultati lusinghieri sono stati pagati a caro prezzo dai servitori dello stato. Riferendosi a Giovanni Falcone, il ministro ha detto. "A chi mi chiede chi me lo fa fare rispondo: "lo spirito di servizio".  Il ministro ha scelto Catania come citta' simbolo su come giornalmente combatte la mafia: "credo che in terre di mafia sia difficile fare il magistrato, l'avvocato, il servitore dello stato, il poliziotto, l'imprenditore. Questo credo sia sotto gli occhi di tutti. Coloro che con coraggio affrontano il problema della criminalita' organizzata sono tutti meritevoli della massima attenzione. Nel discorso del Ministro, c'e' anche il presidente di confindustria Sicilia Ivan Lo Bello: "in Sicilia bisogna ribellarsi alla legge della violenza", seguendo anche "la strada tracciata da Ivan Lo Bello" con le sue denunce antimafia. Lo Bello aveva denunciato il rischio di infilatrizioni mafiose dietro la proteste dei tir.

Per quanto riguarda la copertura nelle sedi disagiate, il ministro assicura un apertura al confronto con il csm per trovare le soluzioni.  Poi, complimentandosi con il nuovo capo della procura Giovanni Salvi, il ministro prende un impegno: "mi assumo formale impegno di verificare ogni possibile soluzione in tempi ragionevoli perche' possano risolversi le criticita' segnalate, anche attraverso l'individuazione di valide alternative. Malgrado gli sforzi, infatti, la scopertura media dei tribunali di questo distretto e' superiore a quella nazionale, mentre quella delle procure manifesta dimensioni ancora piu' preoccupanti. Basti dire che il numero e la qualita' dei processi in carico alla dda di Catania rendono problematico sopportare una scopertura di ben nove sostituti su un organico complessivo di 46 unita'".

Parlando del sovraffollamento delle carceri, il ministro sottolinea, "le preoccupazioni mie personali e dell'intero governo sulla situazione carceraria sono note e sono giá stati illustrati i provvedimenti adottati sin dall'esordio dell'esecutivo per farvi fronte. Provvedimenti sui quali in questi giorni ho avvertito una ampia condivisione, che lascia ben sperare sulla possibilita' che raggiungano il principale scopo di allentare la tensione carceraria che consegue al sovraffollamento ormai intollerabile delle nostre strutture carcerarie".

Poi sulla professione degli avvocati:  "da lunedi' cercheremo un dialogo"ha detto il ministro, "il parlamento se vuole deliberare in materia non puo' che farlo e il governo non puo' che essere rispettoso della legge delega sulle professioni". Intanto gli avvocati catanesi hanno disertato la cerimonia. Il presidente dell'ordine degli avvocati di Catania, Maurizio Magnano di San Lio, ha abbandonato la cerimonia dopo avere letto il suo intervento. "Per dare un segnale civile, composto, ma non fraintendibile - ha detto - di allarme per cio' che sta accadendo nel nostro paese".


Il presidente Scuto, a Catania nessun rinforzo e' previsto fino alla meta' del 2013".





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