 Gli agenti della squadra Mobile di Catania hanno tratto in arresto 14 persone, in esecuzione di due distinte ordinanze di custodia cautelare con le accuse, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, spaccio continuato di cocaina e marijuana e detenzione di armi. I provvedimenti restrittivi sono stati emessi a conclusione di due diverse indagini coordinate dalla Dda di Catania nei confronti dei contesti malavitosi che controllavano il mercato della droga nel quartiere periferico Librino. Tra le persone finite in manette, personaggi di spicco che controllano lo spaccio di droga a Librino, tra questi Simone Arena figlio dell'ex latitante Giovanni Arena ritenuto organizzatore dello spaccio di droga nel ex ormai chiuso "palazzo di cemento". Tra gli episodi emersi dall'indagine, quello di una donna che aveva rifiutato al clan di nascondere droga nell'abitazione da lei occupata abusivamente nel Palazzo di cemento, e che per ritorsione venne rapinta e 'sfrattata' con un lucchetto alla porta d'ingresso per costringerla a dormire per strada. A finire in manette anche Fabrizio Nizza, che riveste tuttora secondo gli inquirenti un ruolo di primo piano nell'area militare della cosca Santapaola. Nelle perquisizioni sarebbe stata trovata anche lo contablita' relativa alla spaccio di droga. In forza della prima ordinanza sono stati tratti in arresto Simone Arena, 23 anni, detto "Luppino"; Gioacchino Biondi, 29 anni; Umberto Bonanno, 23 anni, soprannominato "Benny"; Orazio Castagna, 25 anni, finito ai domiciliari; Filippo Ciccia, 26 anni; Roberto Sturniolo, 26 anni; Carmelo Viscuso, 28 anni. Lo stesso provvedimento e' stato notificato in carcere, perche' detenuti per altra causa, a Giovanni Battaglia, 43 anni; Antonio Battaglia, 22 anni, gia' detenuto per cui il gip ha prescritto la misura degli arresti domiciliari; Alfio Spampinato, 29 anni. Nella seconda ordinanza sono stati tratti in arresto Fabrizio Nizza, 37 anni; Luigi Botta, 37 anni; Davide Rocco Lanza, 35 anni; Carmelo Marraffino, 37 anni. A quest'ultimo sono stati concessi gli arresti domiciliari. A Botta e Nizza e' stata inoltre contestata l'illegale detenzione e porto in luogo pubblico di armi da guerra e comuni da sparo e del relativo munizionamento.
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