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21 Febbraio 2012 ore 09:08
La mafia di Catania sull'orlo di una guerra

La mafia di Catania sull'orlo di una guerra

"Prendi… eee… ammazzili!". Sono le parole del boss Giuseppe Mirabile, spietato killer ergastolano che durante i colloqui in carcere con i familiari avrebbe impartito ordini, ascoltato il resoconto delle estorsioni e discusso dei movimenti all’interno della famiglia catanese di Cosa Nostra. Dove i Mirabile hanno un ruolo importante, vuoi perché parenti dei Santapaola (Giuseppe è nipote di Nino Santapaola), vuoi perché i numerosi affiliati del gruppo hanno mantenuto il controllo sul territorio. Se è il caso – come ha dimostrato l’indagine "Efesto", condotta dal Ros dei carabinieri – riuscendo a superare le mura carcerarie. Ma le indagini – condotte con mesi e mesi di intercettazioni con telecamere nascoste, appostamenti, letture dei labiali durante colloqui e incontri – raccontano di più: i nuovi assetti e le ultime mosse delle pedine sullo scacchiere di Cosa Nostra a Catania. Ai retroscena delle indagini è dedicato un servizio di Antonio Condorelli che sarà pubblicato sul prossimo numero di "S", in edicola da sabato 25 febbraio: il mensile pubblica tutte le intercettazioni captate dagli investigatori, nelle quali si parlerebbe di affiliazioni, omicidi ed estorsioni.


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