 Un caso terribile: oggi la sentenza della Corte d’Assise di Catania. La quarta sezione della Corte d’Assise di Catania, presieduta da Luigi Russo, a latere Iolanda Apostolitco, ha condannato a dodici anni di reclusione –per omicidio volontario- Claudia Barbera, la madre di 24 anni che il 28 luglio 2008 uccise la figlia di un mese nella loro abitazione del popolare rione di Librino perché la piccola piangeva e non la faceva dormire. Alla donna, difesa dall’avv. Giuseppe Primaverile, sono state concesse le attenuanti generiche; è stata riconosciuta, parzialmente, anche l’ incapacità di intendere e volere.
Con la sentenza di condanna è stata disposta anche l’interdizione dai pubblici uffici. E’ stato pure disposto che la donna, attualmente presso l’ospedale psichiatrico giudiziario di Sollicciano, sia trasferita in una casa di cura e detenzione. Le indagini sull’infanticidio furono eseguite da carabinieri di Nesima e coordinate dal procuratore aggiunto Giuseppe Toscano e del sostituto Miriam Cantone. La donna confessò di avere ucciso la piccola perché esasperata: "piangeva sempre…", disse ai magistrati. Claudia Barbera ha anche un altro figlio, che all’epoca dei fatti aveva 13 mesi.
Aurelio Lagocaldo
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