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29 Luglio 2010 ore 09:50
Caltagirone: le fiamme gialle scoprono maxi truffa all'Inps

Caltagirone: le fiamme gialle scoprono maxi truffa all'Inps

La guardia di finanza di Catania, coordinate dalla procura della Repubblica di Caltagirone, ha scoperto un'associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale e alla truffa ai danni dell'Inps operante nei territori al confine tra le provincia etnea e di Ragusa. Oltre 50 le persone denunciate, tra cui un notaio, un commercialista e tre consulenti del lavoro, che avrebbero fornito ai promotori dell'organizzazione competenze ed assistenza tecnica. La metodologia utilizzata era quella di certificare fittiziamente la presenza dei braccianti agricoli su dei terreni per lo svolgimento delle attività lavorative in campo agricolo, permettendo ai "finti" lavoratori tutti residenti tra Mazzarrone, Comiso, Acate e Caltagirone, in base alle giornate lavorative dichiarate, di avere indebitamente accesso alle indennità erogate dall’Istituto di previdenza sociale (disoccupazione, assegni familiari, contribuzioni pensionistiche e prestazioni per malattie e maternità). L’inps ha quindi disconosciuto tutte le prestazioni erogate a favore dei dipendenti delle società indagate, complessivamente più di 1200 i lavoratori dichiarati dalle imprese "fantasma" nei cui confronti l’istituto di previdenza ha attivato le procedure di recupero delle somme erogate che, secondo quanto accertato dalle fiamme gialle, corrispondono a circa 5 milioni di euro. L’ampiezza dell’evasione perpetrata dalle società verificate ha portato alla denuncia presso la Procura della Repubblica di Caltagirone di cinquanta persone, tra amministratori soci, professionisti e falsi braccianti agricoli per violazione alle norme che sanzionano penalmente l’evasione fiscale e la truffa ai danni dello Stato. Tra questi, 42 soggetti sono stati anche denunciati per aver utilizzato o emesso fatture per operazioni inesistenti ammontanti complessivamente a circa 33 milioni di euro. Nei confronti dei promotori del sodalizio criminale la Procura della Repubblica di Caltagirone ha disposto il sequestro di beni aziendali e personali direttamente loro riconducibili per un valore complessivo di euro 5 milioni. All’alba di ieri i militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Caltagirone hanno eseguito i provvedimenti dell’Autorità inquirente ponendo i sigilli oltre alle due imprese di Mazzarrone operanti nel settore del calcestruzzo e in quello della commercializzazione dei prodotti agricoli, anche ad un centro sportivo gestito direttamente dagli indagati nonché sequestrato i conti correnti e gli immobili di loro proprietà. L’attività di verifica delle Fiamme Gialle ha, infine, consentito all’Erario di recuperare a tassazione ricavi non dichiarati ai fini delle imposte sui redditi ed imponibili ai fini dell’imposta sul valore aggiunto ammontanti a circa 22 milioni di euro per un’Iva complessivamente dovuta pari a 8 milioni di euro.






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