 Il tribunale di sorveglianza di Palermo ha ha concesso al dott. Bruno Contrada, ex Dirigente Generale della Polizia di Stato, una proroga di nove mesi della detenzione domiciliare, perche’ non è più "pericoloso", fissando la prossima udienza per il riesame per il 26 ottobre prossimo. Bruno Contrada sta scontando una pena a dieci anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa. «Il Tribunale – dice l’avvocato difensore di Contrada, Giuseppe Lipera – ha accolto la tesi della difesa dichiarando, nella parte motiva del provvedimento, "esclusa l’attualità della pericolosità sociale del Contrada"». L’avvocato Lipera è soddisfatto in quanto «il Tribunale, nell’ordinanza concessiva della proroga della detenzione domiciliare, preso atto delle varie note della Questura di Palermo, nonché della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo e della Direzione Nazionale Antimafia (a firma del Dott. Pietro Grasso), ha ritenuto che "assemblati in un quadro sintetico tali addendi del giudizio convergono nella direzione univoca di un profilo di cessata pericolosità sociale del condannato"; in particolare, quanto alla nota della Dda, di "valutazione della sussistenza di una misura residuale di tale pericolosità, pur scemata non trova giustificazione se non nell’improponibile argomento ex delicto". Il Tribunale ha altresì ribadito che "la ricostruzione accusatoria non contestabile in altra sede giudiziaria se non in quella della revisione del giudicato"». Il difensore di Bruno Contrada è, come dicevamo, piuttosto soddisfatto dopo aver appreso la motivazione emessa dal Tribunale di Sorveglianza palermitano, soprattutto perché si dice «convinto che l’animo nobile del dott. Bruno Contrada né trarrà conforto. Spero – conclude il legale - che sia l’inizio di una nuova stagione di verità e di giustizia. Adesso aspettiamo che la Corte di Appello di Caltanissetta si determini a dichiarare ammissibile l’istanza di revisione del processo».
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