 Massimo Ciancimino, figlio dell'ex sindaco mafioso di Palermo, Vito, avrebbe consegnato ai magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, alcuni manoscritti del padre che, secondo lui, proverebbero il ruolo avuto da Marcello Dell'Utri nella trattativa tra Stato e mafia. Si tratterebbe di alcune lettere, scritte da suo padre, in cui verrebbe fuori il nome del politico e i suoi presunti legami con Cosa nostra. Avrebbe fatto, inoltre, ulteriori rivelazioni informazioni sul generale del Ros Mario Mori e l'ex capitano Giuseppe De Donno. Fra i piemme che avrebbero ricevuto la documentazione c'era Nino Di Matteo che con Antonio Ingroia rappresenta l'accusa la processo che si sta svolgendo presso la quarta sezione penale del Tribunale contro Mori e Mauro Obinu, i due ufficiali dei carabinieri accusati di aver favorito la latitanza di Bernardo Provenzano. Secondo indiscrezioni la nuove "prove" fornite dal figlio dell'ex sindaco di Palermo starebbero per essere depositate agli atti del processo contro Mori e Obinu. "Una situazione anomala - sostiene Nino Mormino uno dei difensori di Dell'Utri - e' come se si stesse celebrando un processo 'fuori sede', fuori contesto". Infatti la scorsa settimana i giudici della seconda sezione penale del Tribunale d'appello dove si sta celebrando il processo contro Dell'Utri non ha ammesso per la seconda volta la testimonianza chiesta dal procura generale, di Ciancimino jr, ne' il deposito di nuovi verbali resi in altri processi, con una ordinanza con la quale il 'testimone' viene dichiarato "inattendible" e "contradditorio" e non fornisce elementi soddisfacenti ad accertare univocamente la veridicita' delle sue dichiarazioni". Un colpo di coda, quello di Ciancimino jr, che con la "testimonianza" di oggi e i presunti nuovi documenti apre un braccio di ferro con i giudici della seconda sezione penale che al contrario di quelli che stanno giudicando Mori e Obinu, non hanno ritenuto di doverlo ascoltare, fissando la ripresa della requisitoria del procuratore generale per il 19 marzo prossimo, in modo da poter chiudere il processo d'appello al massimo per la fine di aprile. Quanto, invece, al processo contro Mori e Obinu, se le indiscrezioni saranno confermate, il figlio di Ciancimino potrebbe tornare a testimoniare, allungando ulteriormente i tempi del dibattimento.
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