 Le anime belle sono servite. E anche il Vaticano e quelli che si riempiono la bocca di integrazione e di accoglienza nonché i politicanti come Fini e anche questo governo vile che si lascia insultare persino dall'Onu senza mai ricordare a chi di competenza i troppi fallimenti di questa impalcatura ormai inutile.Questo governo che non sa confutare con la giusta durezza le sinistre interferenze della Cei; questo governo che ha lasciato il Paese alla mercé dell'immigrazione clandestina sempre più dilagante; un problema a cui nemmeno si degnano di farvi cenno quei giganti della politica che siedono alla Regione, nonostante la Sicilia sia, da questo punto di vista, in prima linea. Ed ecco ora arrivare la cosiddetta sentenza della cosiddetta Corte europea per i Diritti dell'Uomo (che si mette sotto le scarpe i diritti degli italiani) la quale impone all'Italia la rimozione del crocifisso dalle aule scolastiche. Un atto gravissimo anche perché compiuto in tempi come questi in cui la nostra identità culturale è gravemente minacciata da flussi migratori incontrollati. Ma, purtroppo, di fronte ad un così compatto schieramento di acerrimi nemici della nostra civiltà, anche quei governi europei eletti con il preciso mandato di adottare contromisure, restano inerti senza nemmeno mettere in discussione le rancide strutture dell'Unione, e anzi continuano a subire le bislacche iniziative dei burocrati di Bruxelles. Il nostro governo, poi, spicca ancor di più per ignavia. Non ha avuto il coraggio di sospendere il Trattato di Schengen, ha accettato senza fiatare quello di Lisbona, non reagisce alle provocazioni internazionali, tant'è che anche di fronte a quest'ultima sortita riguardante il crocifisso si è limitato a presentare ricorso, come se si trattasse di una bega condominiale. D'altronde, chi dovrebbe farsi paladino dell'Italia all'estero? Frattini? Figuriamoci. A noi costui fa venire in mente quel detto napoletano, che tradotto in italiano recita: "La f... in mano ai ragazzini". Nel Pdl intanto - a Roma come a Palermo - si accapigliano nel modo più indecoroso. E, come se non bastasse, non pochi personaggi mediocri, assurti, senza troppi meriti, a incarichi di prestigio si atteggiano a primedonne continuando a sguazzare nel piccolo cabotaggio politico. Bravi soltanto a parlare di lana caprina.
di Pippo Litrico
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