 I segretari generali di Fit-Cisl Claudio Claudiani e Filt-Cgil Franco Nasso hanno inviato una nota congiunta alla presidenza del Consiglio per chiedere un incontro urgente sulla privatizzazione del Gruppo Tirrenia. Lo rende noto la Fit-Cisl, sottolineando come 'i vertici sindacali siano impegnati a trovare una adeguata soluzione alla complessa vicenda Tirrenia' e auspicando che palazzo Chigi 'voglia intervenire gia' nei prossimi giorni con la consueta attenzione per avviare a positiva conclusione la privatizzazione' del gruppo di navigazione. 'Auspichiamo - sottolineano Claudiani e Nasso - che vi sia a stretto giro una convocazione e si apra cosi' un confronto decisivo per risolvere l'intricata privatizzazione del Gruppo Tirrenia che desta vivissima preoccupazione. La salvaguardia occupazionale, la continuita' dei contratti e un futuro solido - ribadiscono - costituisce un elemento fondamentale per individuare le giuste soluzioni per la privatizzazione, evitando ipotesi pasticciate che finirebbero per danneggiare i lavoratori, la Compagnia e i cittadini che necessitano di una rete di collegamenti marittimi efficienti'. Secondo alcune fonti la Uiltrasporti ha confermato lo sciopero di 48 ore del personale della Tirrenia. Secondo le stime rischieranno di rimanere a terra fra i 15 e i 20mila viaggiatori". Intanto il ministro Altero Matteoli, dice, che lo sciopero non ci sara', perche' fino al 5 settembre la legge non lo consente. 'Comunque - ha aggiunto Matteoli - nel frattempo i sindacati saranno ascoltati'. A rispondere al ministro ci pensa il segretario della UilTrasporti, Giuseppe Caronia, che spiega: "Il periodo di franchigia estiva imposto dalla legge 146 sull'autoregolamentazione dello sciopero, che il ministro Matteoli ha ricordato, sostenendo che lo sciopero non si puó fare, non si applica in questo caso, perche’‚ il diritto fondamentale dei lavoratori al mantenimento del posto di lavoro prevale sul diritto alla mobilità dei cittadini".
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