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Guerra di Mafia, 3 arresti a Catania

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sassa”, pregiudicato, già detenuto per altra causa; Nicola Christian Parisi, 35enne, pregiudicato, già detenuto per altra causa; Ugo Rosario Angri’, 36 anni inteso “Saru a tigre”, pregiudicato. Gli stessi sono accusati in concorso del tentato omicidio dei pregiudicati Orazio Pardo e Salvatore Liotta nonch é di detenzione e porto illegale di armi da fuoco, aggravati per avere agito al fine di agevolare l’attività dell’associazione mafiosa dei “Cursoti milanesi” della quale secondo l’accusa Di Stefano era reggente.

Il provvedimento restrittivo trova fondamento tanto nelle indagini, coordinate dalla D.D.A. di Catania, già sfociate nell’operazione “Revenge” condotta dalla stessa Squadra Mobile nell’ottobre del 2009, quanto nelle dichiarazioni indizianti rese dai collaboratori di giustizia Vincenzo Pettinati , Eugenio Sturiale, Gaetano D’Aquino e Gaetano Musumeci i quali avevano evidenziato il conflitto tra le cosche Cappello – Bonaccorsi e Cursoti Milanesi a causa di una estorsione “contesa” dai rispettivi reggenti, che il 1° ottobre del 2009 si era risolta in un agguato nei confronti di Orazio Pardo, presunto esponente del clan Cappello, che era riuscito a sfuggire grazie all’intervento del proprio sodale Salvatore Liotta.

Di tale grave fatto di sangue, mai denunciato dalle vittime, si ebbe contezza solo successivamente, grazie all’attività di indagine.
Nel 2011 il G.I.P. di Catania emise ordinanza di custodia cautelare per lo stesso fatto, eseguita dalla Squadra Mobile il 6 ottobre 2011, a carico degli indagati Francesco Di Stefano, Nicola Christian Parisi e Michele Musumeci. L’ordinanza fu annullata dal Tribunale del Riesame, che ritenne insufficiente le dichiarazioni rese dai collaboranti, i quali avevano appreso del tentato omicidio perche’ rese de relato.
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A seguito della collaborazione intrapresa da Michele Musumeci nell’aprile del 2012 e delle dichiarazioni rese anche a proposito del tentato omicidio Pardo-Liotta, tenuto conto del nuovo quadro indiziario, il Pubblico Ministero ha chiesto nuovamente la misura cautelare a carico degli stessi indagati Francesco Di Stefano e Nicola Christian Parisi nonch é di Ugo Rosario Angrì (indicato come colui che aveva messo a disposizione l’autovettura utilizzata dai sicari, partecipando, a distanza, all’agguato). Parisi, era gia’ stato arrestato nell’ambito di un operazione condotta lo scorso 3 aprile dalla Squadra Mobile nei confronti di 14 presunti affiliati al clan dei Cursoti Milanesi.

Alfio Musarra

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