Paternò senza il suo Presepe Vivente

Paternò senza il suo Presepe Vivente

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interiore: come una idea meravigliosa finita in soffitta troppo presto e apparentemente senza un motivo. Ma, in realtà, i motivi della “chiusura dei battenti” ci sono stati, eccome. A partire, come sempre dai soldi. Alla fine, gli sforzi ed i sacrifici dell’associazione “Aria Nuova” e dei volontari che caratterizzavano il presepe sono stati resi vani dalla mancanza dei fondi: eppure, di soldi per allestire il Presepe ne servirebbero – e ne sarebbero serviti – pochissimi. Tuttosommato, appena una manciata di euro. L’aiuto, però, non è arrivato da nessuna istituzione. A Paternò, quella della rappresentazione vivente della Natività di Cristo è stata caratterizzata da una scenografia unica: quella del suggestivo borgo medievale della Gancia inerpicato sulla Collina della città. Un’atmosfera speciale, che è stata anche un’occasione per raccontare antichi mestieri tutti siciliani di altri luoghi e di altri tempi, capace di valicare persino i confini regionali. Fine della storia, dunque? La risposta la dà un distinto signore che il Presepe vivente della Gancia l’ha vissuto anno per anno: “‘Na cosa c’era bona, e a ficiru moriri…”.

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