 Mentre a Roma rispunta il ddl anti Lombardo, in Sicilia il coordinatore del Pdl Giuseppe Castiglione annuncia che "la prossima settimana si riunira' l'ufficio di presidenza che affrontera' il problema della Sicilia. Berlusconi conosce la posizione del Pdl che qui Lombardo ha messo all'opposizione. Il partito non puo' avere piu' voci e non possono esserci Pdl Veneto, Sicilia, Calabria, sarebbe la mortificazione del progetto politico, guai a tornare indietro". Aggiunge Castiglione - "Lombardo in tutto questo si e' incuneato, piu' i partiti si dividono piu' lui ha gioco facile. Il presidente della Regione ha un piccolo partito che alle scorse elezioni non ha avuto grandi fortune e non c'e' una opinione pubblica che lo assiste. Il suo comportamento e' legittimo, noi pero' non dobbiamo cadere in questa trappola, ma dobbiamo lavorare per costruire un grande partito". Per quanto riguarda Roma, rispunta il ddl anti Lombardo, la proposta per la modifica della costituzione dello Statuto Autonomo Siciliano. A dirlo il senatore Giovanni Pistorio, capogruppo Mpa-Misto a Palazzo Madama, dopo avere appreso del nuovo incardinamento in Commissione Affari Istituzionali della discussione del ddl costituzionale che introduce la sfiducia costruttiva per l'elezione del presidente del Presidente della Regione Siciliana cosiddetto "Anti Lombardo". "La parte del Pdl che in Sicilia fa capo a Schifani ed Alfano- prosegue Pistorio- nel primo giorno di ripresa di lavori parlamentari, e' passata subito alla controffensiva 'Manu Militari' ricorrendo nuovamente al ddl che gia' nei mesi scorsi era stato minacciosamente messo in campo nel tentativo di ricondurre Lombardo nell'alveo della continuita' e fermare il suo impegno per il cambiamento all'insegna dell'Autonomia politica".
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