 Ieri pomeriggio i parlamentari siciliani che fanno riferimento a Futuro e Liberta' hanno incontrato la stampa, al termine di un incontro politico e organizzativo, a cui hanno partecipato anche i deputati e gli assessori regionali finiani. Presente all'incontro, nonche' padrone di casa, Adolfo Urso, viceministro allo Sviluppo economico, e Pippo Scalia, coordinatore regionale di Futuro e Liberta'. Pippo Scalia afferma che il gruppo è pronto ad organizzare in Sicilia la forza politica, riconoscendosi nelle posizioni del presidente Gianfranco Fini.Scalia parla anche delle adesioni siciliane, che fino ad oggi conta quattro parlamentari nazionali, cinque regionali, due assessori regionali, il presidente della Provincia di Enna e oltre 500 amministratori locali. Gruppo che dara' secondo Scalia, l'appoggio al Governo Lombardo.
Ma a dare il sostegno al governatore, con c'e' solo Futuro e Liberta', ma l'appoggio arriva anche da Sergio D'Antoni, dove in un intervista a "Repubblica" definisce il caso Sicilia, " un laboratorio politico utile anche a definire gli equilibri nazionali". D'Antoni spinge Lombardo a rompere con Berlusconi, "Certamente l'Mpa di Lombardo si sia definitivamente convinto di quanti danni ha fatto alla Sicilia il governo Berlusconi- Tremonti-Bossi. Spero sia anche consapevole di quanti altri danni faranno i tre alla nostra Isola se li si lascerà operare indisturbati, anzi garantendogli il sostegno alla Camera e al Senato". - continua D'Antoni - "Se l'Mpa si separa definitivamente dal Pdl noi siamo pronti ad aprire il dialogo. Alle prossime elezioni nazionali la questione meridionale tornerà inevitabilmente centrale e di questo credo che i finiani se ne siano resi conto".
Di parere diverso invece il segretario regionale dell'Udc Saverio Romano, che attacca duramente Raffaele Lombardo: "Qualche mese fa, - dice Romano - al grido di Riforme e Decuffarizzazione alla Regione si materializzo' una maggioranza che diede vita ad una insolita alleanza tra guardie e ladri. Sappiamo come e' andata: la decuffarizzazione e' stata la coperta sotto la quale si e' realizzata la piu' ignobile occupazione del potere regionale da parte di Lombardo e soci, e le riforme nient'altro che uno spot per giustificare agli occhi dell'intero Pd la presenza in giunta di una sola parte di esso". - continua Romano - "Oggi potremmo dire che dopo la sentenza Dell'Utri e l'indagine su Lombardo, elementi questi sui quali una parte del PD ha ritenuto di dover moderare la prospettiva politica di un intero gruppo dirigente, siamo, come nel gioco dell'oca, tornati indietro. Il nuovo collante al potere regionale - spiega Romano - non ha nemmeno il pudore e la decenza di chiamarsi lotta alla disoccupazione, aiuto alla famiglia, sostegno alle imprese, ma in modo infinitamente piu' modesto e strumentale - precisa -. Abolizione delle Province. Non che noi, beninteso, non condividiamo la riduzione delle spese e il taglio degli sprechi, ma abbiamo gia' detto che prima di togliere funzioni alle Province che oggi risultano essere importanti, considerata l'asfitticita' dei bilanci dei Comuni, bisognerebbe tagliare quegli sprechi che si annidano nelle consulenze inutili, nelle societa' regionali - aggiunge il segretario regionale dello Scudocrociato - che fungono da discarica per professionisti-amici del proprio partito, eliminare quei privilegi della classe politica e della burocrazia non piu' sopportabili.
|