 "Si va avanti tranquilli', in Parlamento 'ci sono i numeri". Cosi' il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, risponde a chi gli chiede se il governo sara' in condizione di andare avanti sul programma dopo lo strappo con Fini. Qiondi il governo andra’ avanti fino a quando‚ ci sara’ una maggioranza. Il presidente del consiglio resiste per ora al pressing della Lega. Un ruolo centrale lo ricopre Gianni Letta, ormai a capo delle "colombe" berlusconiane e in stretto rapporto con i ministri di Liberamente. E cosí il Cavaliere ha parlato poco, ascoltato molto e soprattutto frenato rispetto ai propositi leghisti: "Bossi vuole votare, ma dobbiamo andare avanti. Proveró a convincerli io". E questo nonostante le perplessità di Giulio Tremonti sulla frenata, prima manifestata secondo diversi partecipanti con il silenzio nel corso della riunione, poi con un faccia a faccia con il Cavaliere di quasi dieci minuti a margine del vertice, che fonti vicine al premier ricostruiscono cosí: "Silvio, non sono d'accordo ma mi adeguo". Che le urne non siano la strada migliore l'avevano segnalato diversi ministri, nel corso della riunione. 'Silvio, devi portare pazienza, ingoiare qualche rospo, pensa che gli stessi leghisti che ti devono del corrotto nel '94, oggi sono tuoi sottosegretari" è stato l'invito di Giancarlo Galan. Insomma, freno a mano tirato rispetto all'ipotesi di elezioni immediate, "serve responsabilità", anche perche’‚ secondo Berlusconi è possibile "agganciare la ripresa". E' ovvio che resta comunque aperta la strada del ritorno alle urne, ma in primavera e non a strettissimo giro di posta, almeno a sentire le voci interne del Pdl.
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