 I parlamentari non possono fare i sindaci di comuni con più di ventimila abitanti: lo ha deciso la corte costituzionale, con la sentenza 277/2011 (presidente Alfonso Quaranta, giudice redattore Paolo Grossi), che ha dichiarato "l'illegittimità costituzionale degli articoli 1, 2, 3 e 4 della legge 15 febbraio 1953, n. 60 (incompatibilità parlamentari), nella parte in cui non prevedono l'incompatibilità tra la carica di parlamentare e quella di sindaco di comune con popolazione superiore ai 20.000 abitanti".
La pronuncia è stata promossa dal Tribunale di Catania a seguito della denuncia di un cittadino elettore per accertare la sussistenza della causa di incompatibilità tra la carica di sindaco del capoluogo etneo e quella di senatore, entrambe detenute dall'esponente del Pdl Raffaele Stancanelli. Spetterà poi al giudice di merito prendere atto della sentenza e, quindi, dichiarare eventualmente la decadenza del Sindaco. Sono in tutto cinque i parlamentari che ricoprono contemporaneamente anche la carica di sindaco di un comune con oltre 20mila abitanti: si tratta del primo cittadino di Catania, il senatore Raffaele Stancanelli, oggetto del caso su cui si è espressa oggi la corte costituzionale dichiarando incompatibili le due cariche. Sempre a palazzo Madama ci sono altri due senatori del Pdl-sindaci: Vincenzo Nespoli, sindaco di Afragola, e Antonio Azzolini, sindaco di Molfetta. Alla camera i primi cittadini di paesi con oltre 20mila abitanti sono Adriano Paroli (Brescia) e Giulio Marini (Viterbo).
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