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17 Febbraio 2010 ore 07:14
Sanremo 2010: verso eutanasia o rinascita ?

Sanremo 2010: verso eutanasia o rinascita ?

È un po' come la storia del 2012 per chi ci vuol credere...tutto ha un suo sviluppo ed una sua evoluzione: si cerca di capire se Sanremo tra pochissimi anni scomparirà o rinascerà sotto altre vesti...ma così di certo non può campare...La demoscopica all'Ariston fa fuori i membri storici del Festival (Pupo, Cutugno e D'Angelo)...che vuol dire? A voi la riflessione....ma poco importa parlare degli esclusi, perché avranno comunque la loro prestigiosa vetrina. Vediamo allora lo start del sessantesimo Festival di Sanremo. Mi ha temporaneamente rincuorata, a dispetto dei miei cattivi pronostici sanremesi, vedere l'incipit firmato Bonolis-Laurenti, che con la loro esilarante comicità hanno fatto dimenticare l'imminente conduzione sostitutiva della Clerici. Quanto mai chiaro che questo trio non poteva dividere il palco dell' Ariston... Bonolis, impeccabile intrattenitore, con il suo costante mix di ironia e cultura, domina chiunque, figuriamoci Antonella Clerici. La nota presentatrice è stata trattata da "asso nella manica" dall'azienda Rai, che l'ha preservata dalle scene per parecchi mesi...dovevano proprio giocarla a Sanremo? Me lo chiedo perché da una che incita il pubblico al divertimento e alla "festa" continuamente in qualunque occasione di promozione festivaliera, mi aspetto quanto meno questo atteggiamento... ed invece il festival inizia davvero sotto tono... L'atmosfera festaiola ossessivamente indotta dalla Clerici non l'ho proprio sentita e vedremo quanto gli ascolti daranno adito a questo giudizio: mi sa che i curiosi durante la settimana cambieranno spesso canale... non che la conduttrice avrebbe dovuto far chissà cosa, ma non si può passare dall'allegria compulsiva delle "tagliatelle di nonna Pina" al piattume: le auguro di cuore una netta ripresa...
Adesso andiamo all'affossata "raison d'être" Sanremese: la musica. E basta, per favore, col dire che "tutto è già sentito": pietà...le note sono sole sette... La prima esibizione è messa in mano ad Irene Grandi: la sua "Cometa di Halley" non sarà di certo una meteora del Festival e terrà occupate le radio, anche se si sente troppo Bianconi dei Baustelle (co-autore) e poco la Grandi... Valerio Scanu, uno dei pochi, validi e duraturi prodotti di Amici, sembra non aver nulla da invidiare ai "grandi" della storia sanremese: riesce con voce e pezzo ("Per tutte le volte che...") ad essere convincente. Anche Marco Mengoni, "sfornato" vincitore dall'ultima edizione di X Factor, governa il palco per i suoi tre minuti da vero big e sfodera con un energia graffiante e raffinata la sua "Credimi Ancora". Niente di nuovo sull'orizzonte Cutugno: i suoi "aeroplani" non hanno nulla di più della solita melodica, così la giuria scalcia e lo esclude. Arisa porta un gusto vintage con la sua "Malamorenò", esasperatamente orecchiabile: credo proprio che tra due settimane avremo la sana tentazione di sparare alla radio per le ossessive e continue somministrazioni di questa canzone. "Jammo jà" sa descrivere in pieno per testo e musica la mediterraneità, è questo il giusto merito di Nino D'Angelo, che però è già fuori gara. Piena lode a Simone Cristicchi, che sa entrare ed uscire da varie denuncie sociali (sempre sane) privo di banalità, cangiante nelle sonorità, geniale nella scrittura: "Meno Male" è un altro diamante della collana di carriera del buon Cristicchi. Poco immediata Malika Ayane con la sua "Ricomincio da qui", ma avrà magari i suoi tardi riconoscimenti come la scorsa edizione del Festival. Ruffiana come nessuna "Italia Amore Mio", ha una buona melodia, ma nel trio con Pupo e Luca Canonici stona non poco Emanuele Filiberto...gli auguro di trovare una identità all'interno della tv...che si sbrighi però, perché nessuno capisce cosa sia e nell'indecisione la giuria demoscopica li ha depennati dalla gara. Un rock pieno della consueta sensibilità femminile è quello di Enrico Ruggeri, "La Notte Delle Fate". I Sonohra con "Baby" colonizzeranno sicuramente le radio, ma la critica non potrà dargli giustizia... Povia ha confezionato il solito "pop sociale" orecchiabile e sensibilizzante: è inutile chiacchierarlo ancora di più di quanto non sia già stato fatto. Il primo ascolto non dà infamia né lode ad Irene Fornaciari con i Nomadi ("Il mondo piange"). Si fa notare "Per tutta la vita" di Noemi: dalla seconda edizione di X Factor ad oggi si è mostrata maturata artisticamente eppure incontaminata nel suo stile iniziale. Molto dice Fabrizio Moro col suo reggae-rock "Non è una canzone", ma rischia di stancare il ritmo di questo pezzo...
Se tiriamo le iniziali (e sper o ritrattabili...) somme delle canzoni in gara, diciamo pure che la sessantesima gara sanremese ha poche carte valide e speciali, per cui poter competere in qualità con gli anni passati, anche recenti. Ripeto, sono solo somme iniziali, che mi riservo di modificare come tutti voi che riascolterete questi pezzi nei giorni a seguire...
Sugli ospiti invece non ritratterò nulla: cosa dicono o cosa danno al Festival di Sanremo? Mi riferisco a Cassano e a Dita Von Teese....son senza parole riguardo l'inutilità e l'aridità che hanno incentivato in questa prima serata. E da domani largo ai giovani che da quest'anno portano canzoni già edite.
Da amante di questa manifestazione storica della musica, le auguro solo di una veloce (...ma proprio veloce...) ripresa.

di Maria Chiara Caramagno 


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