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Rubriche - Cultura e Spettacolo

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19 Agosto 2010 ore 19:26
A Mascalucia va in scena a "A' Criata"

A Mascalucia va in scena a "A' Criata"

Continua il teatro di Salvo ed Eduardo Saitta durante la stagione mascaluciese con "A’ Criata" che sarà messa in scena venerdì 20 agosto all’Anfiteatro di Parco Trinità Manenti. "Giochiamo in casa- ha dichiarato l’artista mascaluciese Eduardo Saitta- e per la stima che mi lega al Sindaco, il mio amico Salvatore Maugeri, e l’affetto per la mia genete, ho deciso di contenere i prezzi come già per lo spettacolo precedente sostenuto da un folto pubblico" € 5,00 - € 3,00 – e i bambini gratis. Per la regia di Salvo Saitta con le scene di Renzo Di salvatore, A’ Criata, commedia tratta da La Fantesca di G.B.Della Porta, sarà interpretata da Salvo ed Euardo Saitta. Fanno parte del cast: Loredana Scalia, Rosario valenti, Mario Palermo. A’ criata Fioretta, ovvero una cameriera interpretata da Eduardo Saitta (qui appunto nei doppi panni sia della serva che del giovane Alessandro è, in realtà, un nobile decaduto innamorato della giovane figlia del Dott. Cistaro, che pur di stare accanto alla giovane ragazza si finge donna potando avanti la storia d’amore. Ma intanto il vecchio Cistaro interpretato da Salvo Saitta, promette la figlia Clelia in sposa ad un giovane palermitano ed allora Alessandro-Fioretta, messo al corrente dallo stesso Cistaro, con la complicità della serva Peppina (Loredana Scalia) e dal fedele Sagnetta (Rosario Valenti ), inventa uno stratagemma per mandare in fumo le nozze della giovane Clelia con il giovane palermitano. Ed allora I Alessandro e Sagnetta, con dei travestimenti prima si fingono i palermitani Mercadante(il padre interpretato da Mario Palermo) per dissuadere Cistaro e all’arrivo dei veri palermitani, si fingono invece il vecchio Cistaro e la figlia Clelia mettendo così al sicuro il fidanzamento della Stessa Clelia e di Alessandro. Ma alla fine si verrà a sapere che la famiglia dei palermitani è la famiglia del giovane Alessandro che mai aveva smesso di cercare e che per una vera e propria fatalità aveva ritrovato nel modo più "assurdo". Il tutto condito da una serie di equivoci, battute, travestimenti, dialetti (esilarante la scena in cui Eduardo si propone in degli scioglilingua in palermitano) per un Teatro, quello classico, di sicura presa sul pubblico. "Le commedie che giocano sulle ambiguità e sugli equivoci- spiegano Salvo ed Eduardo Saitta- da Plauto a Feydeau e fino ai giorni nostri, anche se qualche volta fanno storcere il naso ai "critici", riscontrano da sempre i favori del pubblico, forse perché la comicità del paradosso è come un parafulmine che ci scarica da quelle tensioni che vengono dalla realtà quotidiana. Ma non vuol dire che questo tipo di teatro del "disimpegno" venga affrontato con frivola leggerezza, anzi al contrario, riteniamo che da sempre gli autori lo abbiano ritenuto un serio antidoto contro i mali che ciclicamente hanno afflitto l’umanità".






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