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19 Febbraio 2012 ore 09:51
Sanremo 2012: la vittoria è donna e mal premiata

Sanremo 2012: la vittoria è donna e mal premiata

Emma vince la 62esima edizione del Festival di Sanremo con la canzone "Non è l'inferno" e viene trattata come vincitrice unica ed assoluta. In realtà, per chi non ci avesse fatto caso, Arisa e Noemi non hanno ricevuto nè premio nè tanto meno fiori. Le due artiste hanno guadagnato dieci secondi di palcoscenico e un bacio dalla vincitrice. Spero che dopo aver tolto la diretta abbiano provveduto, perchè se solo con astratto podio fossero rimaste, sarebbe più che offensivo.

Il gonfio seguito "defillippiano" di Emma che monopolizza il televoto si è congiunto ai fan di XFactor ed il risultato è servito. Se ero incerta su chi vincesse, considerando solo la bellezza delle canzoni, appresa la classifica finale, mi sono spariti tutti i dubbi (ingenui). Riconfermo la bellezza di tutte le canzoni in gara e mi ricomplimento con le vincitrici. Ma non so ormai se criticare chi porta in gara gli avvezzi al televoto, o criticare chi sta dietro ai telefoni. Quest'anno il trionfo al femminile non è solo delle canzoni vincitrici, ma anche di Geppi Cucciari: la comica sarda, con grande lucidità ed elegante irriverenza, ha descritto il suo Sanremo. Il pubblico gradisce eccome. Non si può associare al trionfo, ma è più che sufficiente, la presenza della Mrazova, che ha unito alla bellezza la semplicità: l'abbiamo apprezzata anche senza vedere farfalle in varie parti del corpo.  

Ritorna Celentano. Ringraziando un sacerdote che lo ha televisivamente difeso, asserisce di sentirsi vittima dei media. Il "predicatore improvvisato" (con tanto di auricolari) che voleva farsi "4 chiacchiere" con i 16 milioni di spettatori palesa ancora una volta la sua megalomania: sembra che abbia affittato Sanremo per dire e fare ciò che vuole. D'ora in poi lo facciamo tutti, che ne dite? Se avete poi qualcosa da promuovere meglio ancora, Celentano nè è maestro. Ribadisco, pensiamo solo al messaggio cristiano: guardiamo la luna e non il dito che la indica.

Non dimentichiamo il Morandi nazionale. Non si cada nell'errore di paragonare Gianni a precedenti conduttori... Lui con poche parole e con tanto cuore ha introdotto sul palco i suoi colleghi. Non ha le doti dell'intrattenitore, ma forse nessuno glielo avrebbe chiesto. Ci piace così, anche quando gli si inceppa la lingua ed entra silenziosamente sul palco. Sanremo ci dà appuntamento tra un anno e non mancheremo di esserci. Lo chiacchieriamo in bene, in male, ma sempre da 62 anni. Ecco cosa lo rende fondamentale per la nostra storia culturale. Ecco , tra un anno, cosa aprirà le nostre orecchie e cosa accenderà il nostro spirito critico. Arrivederci, Sanremo!

Maria Chiara Caramagno 






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