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29 Gennaio 2010 ore 14:26
"D'Alema, per favore dì qualcosa di sinistra !"

"D'Alema, per favore dì qualcosa di sinistra !"

Ricordo ancora con il sorriso quando Nanni Moretti, nel ruolo di sé stesso nel film "Aprile", inveiva contro la tv esortando Massimo D'Alema a dire qualcosa di sinistra, quello spezzone di film è rimasto da quel momento nel lessico di tanti e simboleggia chiaramente, come prima di altri mirabilmente aveva già capito Moretti, il fallimento chiaro del rapporto fra i grossi partiti della sinistra italiana, o presunta tale, e il suo elettorato. In una singola battuta il regista sarcasticamente individuava già il sintomo di una malattia politica che nel decennio successivo si sarebbe manifestat in maniera più evidente. Dico questo perché penso che tutti noi siamo rimasti sbigottiti di fronte agli eventi della Puglia, di fronte alla sconfitta bruciante di tutta la segreteria del partito che, con Bersani e D'Alema su tutti aveva, caldeggiato l'ipotesi di un alleanza con l'Udc di Casini nella terra dei trulli, cercando anche di evitare le primarie. Una strategia elaborata a tavolino, degno del peggior Risiko di quartiere, senza più alcun coinvolgimento della base elettorale ma con l'imposizione di una scelta centrale, come anche pochi mesi fa si era fatto per la scelta del transitorio segretario Franceschini, che è stata bocciata nettamente senza se e senza ma.

Un disastro.

Lo sbigottimento ha molteplici ragioni d'essere, sia perché in questo momento storico nel quale la destra annaspa in un conflitto Fini-Berlusconi-Lega, la segreteria del partito principale dell'opposizione non sa far altro che una campagna acquisti degna del contemporaneo calciomercato per spuntare qualche voto in più per battere la destra alle elezioni regionali, sia perché si sta perdendo il senso delle cose, la distrazione del voler battere Berlusconi a tutti i costi sta trasformando i suoi avversari politici in cloni di sinistra del Silvio nazionale, il Pd tradisce la sua base e i suoi voti con la cinica consapevolezza che quell'elettorato non potrà che votare per loro,... figuriamoci se uno di sinistra voterà mai berlusconi...... La sinistra sta abbandonando il campo delle piazze , delle periferie, degli operai, non è più dove dovrebbe stare ma rimugina sulle strategie di marketing per colpire il più presto possibile un Pdl in difficoltà, organizza, trama, valuta ed elabora campagne mediatiche di gesso per riprendersi quanto prima le poltrone lasciate nel 2008.
E il paese va in rovina.

In Puglia si è superato il limite della decenza, si è condotta una campagna elettorale amorale, fatta di compromessi personali, vedi la rinuncia del sindaco Emiliano prima, la campagna di stampa e televisione sullo scandalo della sanità in Puglia contro Vendola poi e infine la irresponsabile arroganza con la quale si voleva evitare di fare le primarie. Non si è parlato di progetti, di programmi, né di intenti o altro, solo di misere alleanze.

Che tristezza.

Dov'era la sinistra a Rosarno ?, o nelle periferie o nelle fabbriche dove la lega al Nord, la destra al centro-sud, insieme anche al Mpa, investono per raccogliere il consenso e per formare l'opinione pubblica che ormai si sente alla deriva vittima com'è di una atrofizzazione mediatica che non le permette di andare oltre quella superficie di informazione di plastica così ben costruita e gestita.
Sarebbe questo il modello da contrapporre alla destra ? Non scherziamo su.
Speriamo ancora che ci sia voglia di ascoltare quel 70 per cento di elettori che gridano, come Nanni Moretti in Aprile, di voler vedere ancora qualcosa di sinistra, per continuare a sperare nella affermazione di quei valori che si sono disciolti nel liquido più terso del nostro mondo contemporaneo.

Giorgio Gaber, grande e compianto artista, diceva nella sua canzone Destra-Sinistra :" Tutti noi ce la prendiamo con la storia,ma io dico che la colpa è nostra, è evidente che la gente è poco seria
quando parla di sinistra o destra"
Come non essere d'accordo.

Corrado Armenia


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