 In questi giorni un senso di profonda frustrazione mista a sensazioni patologiche di nasuea e sconcerto ha attraversato i miei pensieri. Che bel paese è L'Italia. Già il Belpaese, oltre ad essere un formaggio rinomato, è il nome con cui la nostra mirabile nazione si autodefinisce all'estero per la bellezza delle sue innumerevoli testimonianze artistiche e paesaggistiche che fanno della nostra nazione un luogo baciato dalla natura per il grande senso estetico che ci ha contraddistinto nei secoli. Ma questo è e nulla più.
Sapete che ho il piacere di raccontare quei fatti , ai pochi lettori che mi seguono, che sono sintomi o esempi dell'andazzo della nostra storia cercando di individuarne uno che meglio rappresenti il mio pensiero su ciò che vedo, ma oggi voglio condurvi su un ragionamento che è figlio di tre episodi rappresentativi che, nel loro contemporaneo svolgersi, si accomunano per l'evidente stato confusionale in cui versa la nostra società, che si proietta senza tregua verso una mediocrità diffusa senza alcuna via d'uscita ed, anzi, con la sempre più crescente consapevolezza che tutto ciò che era stato ben costruito in questo paese si sta sfaldando in favore di un cinismo galoppante che ha annientato del tutto la nostra naturale tendenza alla ricerca di un motivo che giustifichi la nostra esistenza.
Cercherò di mescolare tre episodi chiave di questi giorni: Il caso dei preti pedofili, la difficile situazione di Emergency in Afghanistan, e la retta per la mensa scolastica del comune di Adro in Franciacorta nel bresciano .Vi chiederete cosa ci sia in comune nei tre casi sopra citati ? Spero di essere chiaro nel formulare la risposta perché a me pare lampante come il nostro sistema sia stato lasciato, colpevolmente, da noi in mano a cinici manovratori che ci stanno riducendo ad esseri privi di ogni senso sociale, morale e culturale che ci sospinge a privarci di comuni punti di riferimento che ci permettano di continuare a definirci comunità o cittadinanza per giungere invece ad un masochistico mondo fatto di individui sempre più egoisti e di individualisti sempre più soli. Il Kaos.
Perché l'insieme di quei valori universali di giustizia, solidarietà e affetto che fanno del concetto di umanità un sentimento etico di rispetto della specie umana in tutte le sue forme, è stato messo a dura prova.La Santa Chiesa Cattolica apostolica romana è stata in questi giorni sulle prime pagine di tutti i quotidiani mondiali per lo scandalo dei preti pedofili che ha, di fatto, sbugiardato i vertici della più grande e ricca organizzazione religiosa mondiale che hanno per anni nascosto le vicende degli abusi dei loro prelati al fine di evitare che la loro condotta, una volta resa pubblica, potesse affondare l'immagine della chiesa agli occhi di tutte le sue pecorelle sparse nel globo. Una specie di ragion di stato che ha fatto prevalere la difesa della immagine pubblica del ruolo del sacerdote in sfavore delle migliaia di bambini molestati, in forma più o meno grave, da chi approfittava dell'abito talare per circuire dei minori per il proprio bieco piacere. E tutto ciò contraddicendo chiaramente quelli che sono i principi basilari, o almeno quelli che si vogliono far credere, dello stesso messaggio cardine attorno al quale gira l'impalcatura di questa religione : il messaggio dell'amore.
Vi ricordate "Ama il prossimo tuo come te stesso, non rubare, non uccidere"...etc etc. ebbene non mi sembra che la chiesa, anche nelle recenti uscite della sua diplomazia vaticana, faccia chiaramente intendere nelle sue affannate ricostruzioni, o presunte campagne di intimidazione o di presunta congiura contro Papa Ratzinger, che ci sia dell'amore dietro a tutto questo.Piuttosto una mera , e patetica, convinzione che la cosa migliore nella vita è mettere sempre la polvere sotto il tappeto perché così nessuno la vede ed anche perché nessun prenderà mai l'iniziativa di vedere cosa c'è sotto. Ma ogni tanto qualcuno lo fa, vedi la stampa americana in questi giorni, e qualcuno deve essere pure in grado di raccontare qualcosa per giustificare l'ingiustificabile. E allora i cliché della congiura, brillantemente usati anche dal nostro premier in campagna elettorale, fanno ergere delle solida mura dietro le quali ci si arrocca in attesa che la tempesta svanisca, si distoglie lo sguardo dai fatti reali chiamando all'appello i fedele in nome di un presunto attacco al suo rappresentante più significativo.
Ma la tristezza è che qui l'amore non trionfa e che tanti bambini e tante famiglie piangono ancora le pene di un ingiustizia che non verrà mai ripagata e che è frutto di una logica machiavelliana che ormai sostiene tutte le aggregazioni politiche e religiose che hanno definitivamente sepolto i principi da cui sono nate. E l'amore non trionfa neanche in Afghanistan dove tre medici di Emergency si sono ritrovati in manette con l'accusa di essere dei terroristi, o dei presunti fiancheggiatori di terroristi che preparavano un presunto attentato ad un governatore locale. Tre medici che hanno donato all'umanità il dono della loro professione per anni, curando le vittime di guerra senza chieder loro la tessera d'appartenenza ma aiutando semplicemente tutti quegli esseri umani che avessero avuto bisogno della loro assistenza, sia essi talebani che non, sia essi terroristi che non,insomma tutti coloro che soffrono nelle terre dove c'è una guerra, dove si muore ogni giorno per nulla, per un'occhiata sbagliata, o solo per aver pestato una mina ben nascosta. Non sto qui certo a sentenziare, ma direi che mi sembra molto difficile che queste stesse persone che affrontano gli ambienti di guerra per curare la povera gente siano capaci, a loro volta, di ammazzarne altra.
Ma non è questo il punto.Perché quello che ho appena scritto lo pensa chiunque abbia un minimo di intelletto. La cosa più grave è che vengano osteggiati perché "nemici" di un sistema autoreferenziale che fa di loro degli avversari politici e che fa dire subito dopo il fatto al nostro ministro degli esteri : ''Prego veramente da italiano che non ci sia nessun italiano che abbia direttamente o indirettamente compiuto atti di questo genere. Lo prego davvero di tutto cuore, perché sarebbe una vergogna per Italia '' e poi "....a differenza di Gino Strada non azzardo ipotesi, non faccio battute politiche nei confronti dell'Isaf come ha fatto lui ".Quindi secondo il ministro di tutti gli italiani, compresi quelli che all'estero vengono arrestati in modo a dir poco sospetto, si è avuto l'ardire di legittimare questo abuso in nome, anche questa volta, di una ragion di stato che affonda le sue radici in quella alleanza di guerra, che si dichiara di pace,con le forze statunitensi e britanniche in Afghanistan che nutre rancore verso chi, invece, alimenta con i fatti una piccola fiammella di solidarietà nel mondo.
Insomma anche qui una questione di immagine, di autorevolezza, di profonda inquietudine legata alla possibile testimonianza di chi vede con i propri occhi gli orrori della guerra, i cui sapori ed odori non devono arrivare nel luccicante mondo occidentale per non minare la pax sociale che questa classe dirigente vuole garantire. E così scivoliamo nel Caos. Come ad Adro, comune del nord Italia,dove il gesto nobile di un benefattore ha scatenato non un senso di riconciliazione o di semplice commozione per un bel gesto ma le ire, assurde e incomprensibili, di una piccola comunità che ha visto in quel gesto un senso di iniquità solo per il fatto di non esserne stata destinataria. I fatti, che certamente conoscete, sono quelli legati al pagamento di una retta per una mensa scolastica. Alcuni genitori, per la maggior parte extra-comunitari, non avendo pagato le rette dei figli per la mensa hanno visto privare ai loro figli l'erogazione di quel servizio in quanto morosi e inadempienti.La pubblicistica nazionale, direi soprattutto quella del Nord con i quotidiani di Libero e Il Giornale, hanno bollato come ingiusto l'intervento del benefattore, ancora anonimo, perché ha realizzato di fatto delle situazioni inique tra coloro che stringendo la cinghia pagavano la retta e chi s'è l'è vista pagata da un terzo benefattore che ha di fatto sancito una ulteriore discriminazione tra famiglie in nome del santo principio, di cui anche il direttore di Libero Belpietro si fa portavoce, cito testualmente : "...di pretendere il rispetto delle regole". In questo caso la regola è chi paga ha diritto, chi non paga non ne ha alcuno.
Bella regola aggiungerei.Poi leggo anche, in quel emblematico editoriale :" se c'è un servizio a pagamento, è giusto che tutti paghino. Chi più, chi meno, in base alle proprie possibilità e quanti non ce la fanno si possono rivolgere ai servizi sociali." E poi:" ...Ci sono anche famiglie di immigrati in difficoltà e per questo vengono assistite consentendo ai bimbi di continuare a ricevere il pasto. Infine c'è chi fa finta di niente, o perché pur essendo in regola lavora in nero e dunque dichiara nulla o più semplicemente perché preferisce far mangiare i figli a sbafo".....ed anche, e questa è la più bella,:" La vostra preoccupazione è che i piccoli non percepiscano già alle elementari le differenze sociali e le difficoltà della vita e dunque li volete proteggere dalle ingiustizie? E se invece fosse un bene far capire già sui banchi di scuola che il reddito non ci ha fatti tutti uguali? Vi lamentate dei figli bamboccioni e poi non siete in grado di dire che le differenze ci sono? E poi, se siete così addolorati, fatela voi la carità e non pretendete che anche quella sia pubblica e a carico dello Stato e del Comune"
Non vorrei contraddire il pragmatico direttore di Libero nel dire che è proprio ciò che è accaduto, e cioè che qualcuno si è offerto volontario per testimoniare con i fatti cosa significhi solidarietà, cosa significhi dare senza ricevere che è altra cosa che crescere in un mondo vittima di una discriminazione reddituale. La perdita di un senso di responsabilità di chi fa opinione pubblica è evidente.La deriva morale di chi si erge paladino di una condotta di principi fa acqua da tutte le parti, rendiamoci conto di guardare negli occhi il caos in cui viviamo e cerchiamo di reagire, come fa Gino Strada ed Emergency e come ha fatto il benefattore di Adro. Pier Paolo Pisolini curò nel 1968 nel settimanale il Tempo una rubrica, guarda un po', chiamata Caos, queste le sue parole in uno dei suoi tanti articoli :" Gli italiani piccolo-borghesi si sentono tranquilli davanti a ogni forma di scandalo, se questo scandalo ha dietro una qualsiasi forma di opinione pubblica o di potere; perché essi riconoscono subito, in tale scandalo, una possibilità di istituzionalizzazione, e, con questa possibilità, essi fraternizzano".
di Corrado Armenia
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