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Rubriche - Epimeteo

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08 Maggio 2010 ore 16:29
Il funerale della politica.

Il funerale della politica.

La crisi greca di questi ultimi giorni sta attentando alle basi il nostro sistema capitalistico globalizzato e pochi ne capiscono i motivi. Come è possibile che la crisi economica di un piccolo paese come la Grecia trascini negli abissi tutte le borse dei paesi occidentali, compresi gli Usa, come può accadere che si brucino miliardi di dollari, ovviamente di noi piccoli risparmiatori, che si tremi tutti per il rating di una agenzia economica internazionale? Dove abbiamo sbagliato se non sappiamo prevedere, mettendo al riparo più gente possibile, crisi economiche di questa portata ?

La lacuna è facile,e aggiungerei scontata, da individuare ( visto anche il titolo su citato ) ma sarebbe opportuno cercare di essere più caritatevoli con questi signori della politica anche e, soprattutto, perché ormai non sono più responsabili di un bel niente, e non lo dico per la manifesta irresponsabilità di cui sono testimoni ogni giorno negli scandali e negli scontri stile guerra dei roses che stiamo vediamo in tv e nelle convention di partito, ma perché da anni ormai il testimone del potere è passato dagli stati, intesi come nazioni o gruppi di essi, al mercato, ai signori del denaro che, come ben sappiamo, non hanno bandiera, non hanno patria e, purtroppo per noi, non hanno regole, si autodeterminano.
Lo sanno tutti! Il mercato si autoregolamenta.
Quante volte abbiamo sentito le parole di questi insignificanti arrivisti del potere che hanno venduto l'anima del mondo occidentale in cambio di una poltrona ben remunerata che soddisfacesse il loro bisogno impulsivo e meschino di dominio sugli altri, di bieco potere ? Eccola qua la bella autoregolamentazione del mercato: milioni di persone con il culo per terra, senza lavoro, senza denaro, senza niente, ma soprattutto, e ciò è ancora peggio, senza prospettiva se non quella di farla franca nella giungla che abbiamo creato.
Dicevo, le redini sono passate in mano ai banchieri, che ormai giocano tra loro, un po' come faccio spesso io periodicamente con i miei amici su un tavolo di poker, speculando cinicamente, creando artifizi finanziari che gonfino le loro casse svuotando quelle degli stati e svuotandosi del loro ruolo originario che era quello, ricordiamolo, di raccogliere il risparmio per agevolare gli investimenti. Come delle avide sanguisughe questi signori hanno cominciato a comprarsi di tutto. Prima titoli, poi aziende, poi consigli d'amministrazione di giornali e televisioni, creando un sistema nel quale loro sono indispensabili e nel quale ogni piccola cosa che viene fatta è per loro fonte di guadagno.
Così accumulando hanno poi cominciato a comprarsi i politici e funzionari pubblici, ma non come nella prima tangentopoli nella quale peraltro la barbara abitudine era di mettere tutto nelle mani dei partiti, ma acquisendoli singolarmente spostandoli, come pedine, da una parte all'altra della politica senza che alcuno fiatasse per questo.
Quanti uomini politici conosciamo che hanno frequentato il centro destra e il centro sinistra ? Non ci siamo mai chiesti come mai ? oppure immaginavamo che la loro fosse una continua ricerca d'identità nel marasma ideologico di riferimento? Presumo, che, con tanti di loro, dopo una chiacchierata di mezz'oretta non avremmo dubbi sulla risposta giusta.
Ebbene si, i nostri governanti negli ultimi vent'anni si sono venduti tutto, ma il peggio è che lo hanno fatto con i nostri soldi, bruciando quei patrimoni, vedi la Telecom o L'ENI, e gonfiando i portafogli di tanti signori con stock option multimiliardarie.
Ci siamo fatti fregare, soprattutto senza averci capito un'acca.
Adesso stiamo lì a sentenziare se il ministrino di turno è corrotto o no, o se il premier va a donne o se l'opposizione come una cariatide rimane ferma senza sapere cosa fare, senza costruire un idea di possibile alternativa, senza insomma manifestare il ruolo di qualcosa. Dall'una e dall'altra parte,ormai non c'è nessuno che ci faccia comprendere, e magari sperare di nuovo, che sono capaci di poter prender una decisione senza i favori dei potenti del denaro.Qualcosa che sia utile a chi gli da la fiducia votandoli, a coloro di cui si riempiono la bocca parlando quando usano la parola pi inflazionato del loro linguaggio:" il popolo di qua...il popolo di là....la libertà del popolo".
Nell'ultima crisi del 2008, se vi ricordate, la reazione fu quella di soccorrere subito il sistema bancario così, ci dissero, non saremmo andati a picco.
Eccoci qua tutti soccorsi e tranquilli con il sistema bancario che non crolla e noi in ginocchio che festeggiamo allegramente !
Non è successo niente.
Come non riaprire gli occhi in questo momento.
Ma falliamo pure, se è questo che deve succedere, magari poi ci torna la voglia di ricostruire, perché quello che abbiamo adesso, diciamocelo francamente, non piace a nessuno se non a quei quattro attorucoli della politica che si ingrassano da anni.
Woody Allen diceva :"Il vantaggio di essere intelligente è che si può sempre fare l'imbecille, mentre il contrario è del tutto impossibile". Direi che è giunto il momento di dare il De profundis a questi signori e che si cominci a pensare qualcosa di nuovo, di diverso, se no fra vent'anni ci ritroviamo con una pensione da fame stritolati da tassi di interesse in un paese sottosviluppato.
Che cè vò!
Se non lo facciamo adesso che siamo a terra, quando potremo mai rifarlo.
Non permettiamogli di farci riacquietare con splendidi televisori al plasma o luccicanti status symbol del mediocre uomo contemporaneo.
Vi ricordate gli indiani d'america che fine hanno fatto appena furono attratti dagli specchietti che il bravo uomo bianco donava loro ?
Senza paura del potere, senza piegare la testa ad ogniddove, rialziamo su tiriamoci dritti, con la spina dorsale ben tesa, e cerchiamo di dare un senso cominciando dalle cose che facciamo ogni giorno, nelle nostre cose, durante il nostro lavoro, con le nostre famiglie, se no i nostri figli avranno un futuro più simile alla umanità di Matrix ( inteso come film ).
Celebriamolo questo funerale della politica, senza piangere e, come è accaduto purtroppo a tanti, rifacendoci una vita dopo la morte di un padre tirannico e imbecille che ci ha rovinato l'esistenza con la sua incapacità.

Corrado Armenia






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