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Rubriche - Epimeteo

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30 Novembre 2009 ore 21:06
Un fiore nel deserto

Un fiore nel deserto

Cari lettori, durante questa settimana ho vagliato diverse opportunità per decidere su quale argomento concentrare le mie fatiche letterarie per il vostro tedio settimanale, e dopo aver stracciato con forza tutte quelle di matrice politica ( ce ne sarebbero di cose da dire in questi giorni !! ),ho voluto soffermare il mio interesse su una notizia che mi ha colpito più di altre per la veemenza del suo significato intrinseco, anche se poco riconosciuto dai media che lo hanno trattato. Vorrei parlarvi oggi di una storia d'umanità ( vera )che si è svolta in questi ultimi anni nella tanto vituperata e fredda Germania. La protagonista si chiama Erika B., (il nome è inventato, per rispetto della privacy) dal 1990 era direttrice della locale cassa di risparmio, la Vr-Bank che, in sintesi ha saccheggiato per anni senza essere scoperta i conti correnti dei clienti più ricchi per ripianare quelli dei più poveri, tra il 2003 e il 2005 ha spostato 7,6 milioni di euro in 117 casi accertati. La donna, che ha 62 anni, per sé non ha mai preso nemmeno un centesimo, e ha più volte spiegato di avere aperto linee di credito anche per clienti meno abbienti, con il risultato di avere tanti conti correnti in rosso. Per non attirare l'attenzione, quando si avvicinava una ispezione, trasferiva somme importanti dai libretti di risparmio di clienti benestanti a quelli dei più poveri. Passato il controllo, restituiva le somme trasferite ai legittimi proprietari. Questo però non sempre era possibile in quanto alcuni clienti dai conti in rosso profondo, riuscivano a spendere i soldi prima ancora che lei riuscisse a riprenderli. Alla fine, il danno arrecato alla banca da Erika B. è stato di 1,1 milioni di euro.Dopo essere stata scoperta, è stata licenziata in tronco, e per far fronte al debito ha dovuto vendere la casa, le polizze di assicurazione, quasi ogni bene. Insomma si è ritrovata sul lastrico, ed ora vive con una pensione di mille euro. La signora ha dichiarato ai giudici che l'hanno condannata che il suo gesto era motivato da una inspiegabile desiderio di aiutare, senza avere nulla in cambio, semplicemente per sostenere quelle tante famiglie che ,ai suoi occhi risultavano in difficoltà, un impeto di filantropia che non è riuscita a controllare nel suo svolgersi così da uscirne, irrimediabilmente, totalmente stritolata dai fatti. Che dire. Questa notizia nei rotocalchi e nei giornali è stata venduta con titoli come "la direttrice di banca come robin hood" o " Rubava a i ricchi per dare ai poveri ", o frasi del genere e la portata e il valore del gesto è stato ridotto ad un aneddoto romanzato di chi, in quel gesto appunto, vedeva essenzialmente presente un comportamento folle, irresponsabile anche se tutto sommato altruista Ebbene, cercando di non scadere in facili moralismi, il mio pensiero è che tutto ciò è, semplicemente fantastico, purificante, catartico.Il nostro mondo mega-globalizzato e ridotto a linguaggio binario su tutti i fronti ha di fatto germogliato un anticorpo naturale in condizioni inimmaginabili. Il mondo bancario, gestore delle nostre sorti materiali da un cinquantennio a questa parte, un mondo fatto, per definizione, di numeri di somme, di cifre, di interessi, di capitali, insomma di soldi, ha partorito ,nel suo grembo cementificato e digitalizzato, un seme che era impensabile da prevedere anche per il più perfetto degli algoritmi, il seme dell'umanità. Si dell'umanità, quella che il dizionario definisce, quasi banalmente :" pietà, sentimento di benevolenza", quella cosa che, in sintesi,ci rende esseri umani, esseri che si riconoscono l'un altro nel vicendevole bisogno, che si percepiscono nella loro sofferenza di uomini, che combattono il mal di vivere di questa società così poco disegnata per loro cercando di rimanere umani. E così ho realizzato l'importanza di questa storia, ho realizzato perchè gli uomini da millenni coltivano il loro pensiero e il loro spirito per cercare di completare questo principio complesso che si chiama umanità, sia cercando di estenderlo a tutti gli esseri umani, sia cercando di far comprendere la forza, e lo dico senza alcuna retorica, che nasce dalla comune condivisione della propria esistenza, in qualsiasi forma essa si manifesti. Ma la cosa più significativa della storia di Erika è che il germoglio di questa umanità, di questo fiore nel deserto, è sbucato anche lì dove non se lo immaginava nessuno, in un posto così freddo e così rigidamente regolamentato, nemmeno il migliore degli ottimisti avrebbe pensato che una direttrice di banca si riducesse in lastrico per aiutare chi era in rosso. Non era pensabile ma è successo. Ed è questa la cosa più importante, la nostra umanità continua a viverci dentro anche se il sistema dove viviamo cerca di comprimerla a più non posso, lei vive e germoglia anche dove non è pensabile che ciò avvenga. Il nostro cuore batte più forte del nostro mondo contemporaneo e questo ci deve dare speranza per il futuro, per far si che l’umanità non sia solo un concetto filosofico ma una realtà tangibile faticosamente ottenuta. Uno dei nostri più famosi conterranei, all'anagrafe Luigi Pirandello scriveva: Quando uno è contento di se stesso, ama l'umanità. E' proprio così Erika è certamente finita sul lastrico ma certamente, fino all'ultimo dei suoi giorni, non ho alcun dubbio che sarà contenta di se stessa.

di Corrado Armenia






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