 Terza partita in una settimana per il Catania al Luigi Ferraris di Genova. Dopo la sconfitta in campionato col Genoa e la rivincita sempre contro i rossoblu in Coppa Italia il Catania assapora il gusto agrodolce del pareggio in terra ligure. Agrodolce perchè si tratta pur sempre di un buon punto ottenuto contro una squadra che per lungo tempo è stata considerata la rivelazione del campionato ma che è arrivato per un dubbio calcio di rigore assegnato al termine della prima frazione di gioco dall’arbitro Morganti ai blucerchiati. Nell’occasione Pazzini cade stranamente di schiena su contrasto col difensore rossazzurro Silvestre. Sia a velocità normale che rivedendo il replay della dinamica dell’azione, la caduta del "Pazzo" mi è sembrata alquanto innaturale. A dare infine quel tocco di "agre" alla giornata rossazzurra ci ha pensato l’aceto balsamico di…Bologna ottimo per insaporire la malcapitata (bisteccona) Fiorentina mentre Mutti all’esordio sulla panchina dell’Atalanta ha fatto a "pezzettoni" la Lazio giunta a Bergamo in "gita premio" dopo il passaggio del turno di coppa Italia. Morale della favola, classifica che si fa sempre più corta sia in testa che in coda con ancora molte partite da recuperare che vedranno impegnate tra le altre Bologna,Atalanta ed Udinese invischiate come il Catania nella lotta per non retrocedere. Il pareggio di oggi in ogni caso può considerarsi un risultato giusto al di là di come è maturato. L’inizio di Cassano e compagni è stato veemente e subito Poli ha avuto la possibilità di marcare il gol: solamente un provvidenziale salvataggio sulla linea con Andujar battuto ha evitato la partenza ad handicap per la band di Mijahilovic (oggi squalificato e sostituito in panchina da Marcolin). Poi ancora Cassano impegnava la retroguardia rossazzurra al minuto 8’. Un fuoco di paglia: il Catania,infatti, registrato il cantrocampo, con Biagianti davanti alla difesa a fare il Carboni della situazione, non ha più concesso spazi agli avversari ed anzi in contropiede ha spesso messo in difficoltà la difesa ligure. Conseguenza: vantaggio meritato al 14’ minuto con una straordinaria punizione a giro calciata da Llama al primo gol in serie A che sorprendeva Storari apparso leggermente in ritardo nell’occasione. La Samp sbandava vistosamente e solo un precipitoso Martinez, che colpiva al volo dal limite dell’area su corta respinta della Gastaldello, graziava Storari facendo tirare un sospiro di sollievo al pubblico di casa. Il tempo si chiudeva però come già detto col pari blucerchiato grazie alla realizzazione del rigore da parte di Pazzini tornato al gol dopo più di due mesi. Ripresa più equilibrata, giocata su un campo che già non si presentava in buone condizioni e che col passare del tempo si rovinava ancor di più. Il fondo sconnesso non favoriva le giocate in velocità sebbene Cassano desse dimostrazione della propria classe con tocchi da vero campione. Due buone occasioni per i rossazzurri con Capuano che in scarsa coordinazione al volo di destro poco dentro l’area di rigore calciava alto e con Martinez che rovinava a terra incespicando sul pallone, o, più facilmente, su una zolla poco prima di arrivare a tu per tu con Storari ed altrettante per la Sampdoria che con un tiro da fuori di Palombo impegnava severamente Andujar ed a tempo praticamente scaduto con Rossi che, dimenticato incredibilmente dalla difesa etnea, colpiva male di testa a pochi metri dall'estremo rossazzurro. Poteva essere il gol beffa per il Catania come era successo all’andata con Gastaldello che aveva punito fin troppo severamente i rossazzurri, per cui... và bene così. Mario Finocchiaro
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