 Il Catania esce a testa alta dalla Coppa Italia ad opera della Roma. Allo stadio Olimpico gli etnei ridisegnati nel modulo e negli uomini, rispetto alla partita di domenica scorsa (Mihajlovic ha impiegato ben dieci giocatori diversi) impegnano severamente per settanta minuti i giallorossi .I rossazzurri, guidati magistralmente a metà campo da un ritrovato Ledesma e dal sempre più convincente Moretti,con Izco e Capuano capaci di limitare le incursioni di Motta e Taddei sulle fasce e di proporsi costantemente in avanti,operano un pressing molto alto che mette in difficoltà Pizzarro, Perrotta e soprattutto Menez, mai entrato in partita. Raramente i ragazzi di Ranieri arrivano dalle parti di Campagnolo anzi è il Catania che nei primi minuti si rende pericoloso con un sinistro di Plasmati deviato in corner.Il primo tempo della Roma è solo uno slalom di De Rossi che calcia fuori di poco.Nella ripresa, grazie anche all’inserimento di Cerci al posto di uno spento Menez , a Pizzarro che ha giocato su livelli altissimi, ma anche a causa dell’espulsione di Bellusci , De Rossi e compagni hanno avuto più occasioni ed impegnato severamente l’estremo rossazzurro autore di almeno cinque-sei interventi decisivi che hanno limitato il passivo altrimenti troppo severo per la compagine etnea. Nulla ha potuto comunque Campagnolo sull’autentica perla del capitano giallorosso che, servito da Okaka, ha scaricato dal limite dell’area un sinistro a pelo d’erba che si è spento nell’angolo basso della porta del Catania. La seconda espulsione comminata ad Augustyn ha di fatto chiuso la contesa con i giocatori etnei che avevano speso tantissime energie ma che comunque seppur con scarsa lucidità non hanno mai smesso di lottare su ogni pallone ma senza arrivare ad impensierire Doni.
Roma avanti con merito ma fra tre settimane, giura Mihajlovic a fine gara, nel match di campionato, sarà un’altra storia.
Mario Finocchiaro
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