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07 Febbraio 2010 ore 21:50 Umilta', cinismo ed un pizzico di fortuna …
 …E’ questa la ricetta che, si spera, porterà il Catania a mantenere per il quarto anno consecutivo un posto in Serie A. Cominciamo dal pizzico di fortuna…sarà un caso ma per la seconda volta in stagione gli etnei hanno espugnato uno Stadio "Olimpico": prima di Natale affondando la Juve a Torino ed oggi inguaiando la Lazio a domicilio …e se, come si dice, "non c’è due senza tre" niente di strano che tra due settimane,nello stesso stadio, non si riesca nell’impresa di tarpare le ali anche alla lanciatissima Roma di Totti . Un primo tempo che ha visto la Lazio, ancora contestata dai propri tifosi, assoluta padrona del campo ed i rossazzurri incapaci di imbastire una sola azione in ripartenza degna di nota. Maxi Lopez impiegato dal primo minuto, troppo solo in avanti col solo Llama a cercare di pungere sulla fascia sinistra e Mascara tornato a fare il terzino. In pratica rossazzurri impegnati a contenere gli avanti laziali che già dopo quattro minuti impegnavano il bravo Andujar con Mauri. Quando Zarate poi decideva di giocare per la squadra anziché cercare testardamente l’azione personale con velleitari tentativi dalla distanza, gli etnei hanno veramente rischiato grosso: prima con Mauri che calciava di poco a lato e poi con Floccari che,a due metri dalla porta calciava incredibilmente fuori con Andujar battuto, dando a tutti comunque l’illusione del gol ed infine con lo stesso Zarate che calciava benissimo dal limite un pallone che Andujar proteso in tuffo toccava quel tanto da mandarlo sul palo. La Lazio in pratica è tutta qui. La Lazio del secondo tempo, a parte i primi cinque minuti, è sembrata una squadra stanca (i giocatori hanno speso tantissimo nella prima frazione) e priva di idee come se i fischi che piovevano dagli spalti all’indirizzo di dirigenza ad allenatore avessero in qualche modo condizionato il gioco fin lì spumeggiante,sebbene poco concreto, di Zarate e compagni . Di contro un Catania, che si presentava in campo con la novità Ricchiuti al posto di un Carboni decisamente nervoso, più tranquillo anche in fase di possesso palla, favorito dal calo dei romani ma deciso a sfruttare al meglio le occasioni che da lì in poi avrebbe creato: prima con Llama appostato sul secondo palo che colpiva di testa sul fondo ignorando Lopez liberissimo a centro area e poi con un’azione insistita di Ricchiuti abilissimo nel liberarsi di due avversari (creando l’unica vera superiorità numerica del secondo tempo) e capace di dare il "la" al contropiede che ha permesso a Mascara di servire un pallone di platino a Maxi Lopez che in bello stile anticipando il diretto marcatore Dias ha spedito alle spalle di Muslera. Un gol che vale il sorpasso in classifica proprio sulla Lazio, squadra che da quel momento non è stata più capace di rendersi pericolosa se non con un insidioso tiro da fuori che l’ottimo Andujar ha smanacciato in angolo. La classifica si accorcia ulteriormente: rossazzurri che abbandonano il terzultimo posto e raggiungono il Livorno che ieri è stato bloccato sul pari da una Juve ancora in crisi. Domenica al Massimino arriva l’Atalanta (senza tifosi al seguito) per un altro difficilissimo scontro salvezza. Mario Finocchiaro
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