 Partita fondamentale per il Catania oggi al Massimino; fondamentale ottenere i tre punti che avrebbero permesso di avvantaggiarsi negli scontri diretti proprio nei confronti dell’avversario odierno, l’Atalanta di Bortolo Mutti che ha comunque centrato una serie di buoni risultati a discapito del penultimo posto in graduatoria. Finisce zero a zero con alcune recriminazioni da una parte e dall’altra. Se Mijhailovic nel pre-gara caricava al massimo l’ambiente considerando la partita odierna di valore elevatissimo e che l’unico obiettivo sarebbe dovuto essere stato la vittoria, Bortolo Mutti, auguri per le 600 panchine da professionista, profetizzava alla vigilia un incontro che certamente non sarebbe terminato in pareggio. I tifosi "innamorati" del Catania, stadio quasi esaurito grazie ai prezzi ribassati, invece speravano in una pioggia di gol della squadra del cuore. La pioggia c’è stata ma è servita ad allentare terribilmente il manto erboso del campo di gioco per cui più che ad un match di calcio ci si aspettava di assistere ad una partita di waterpolo. Ed invece Giove Pluvio ha deciso di dare una mano ai virtuosi ventidue in campo facendo si che non piovesse ...sul bagnato. Partita vera, bella, per quarantacinque minuti squadre che si sono affrontate a viso aperto; Catania pericolosissimo per ben due volte nei primi cinque minuti di gioco con Ferreira Pinto decisivo sulla linea di porta sull'incornata di Silvestre con Consigli battuto che strozza in gola l’urlo liberatorio dei diciottomila del Massimino, ma Atalanta decisamente in palla, soprattutto sulla fascia destra con Valdes,altro cileno dai piedi buoni (vedi Isla e Sanchez due settimane fa con l’Udinese) immarcabile, Amoruso deciso a cancellare l’opaca prestazione offerta tre domeniche or sono sempre a Catania con la maglia del Parma, che, marcato dalle "belle statuine" a strisce rossazzurre, colpisce un clamoroso palo con Andujar reattivo nel riprendere la sfera dopo una carambola fortunata ed altrettanto fortunato qualche minuto dopo quando, su azione d’angolo, lo stesso attaccante ex Messina spediva a lato di un niente . Lopez e Morimoto si muovevano bene e soprattutto l’argentino faceva valere la propria stazza nei confronti dei centrali della Dea: più volte Talamonti (grande gara la sua) s’è trovato ad usare le maniere forti, al limite del regolamento, per contrastare il biondo centravanti. Il campo pesante certo non permetteva giocate di alta classe ma in fondo partita assolutamente gradevole con Atalanta che avrebbe obiettivamente meritato il vantaggio. La ripresa vedeva un Catania più determinato e,complice l’attuazione più convinta di un pressing alto, creava spesso grattacapi a Consigli e soci schiacciati in area di rigore: clamorosa l’occasione occorsa sui piedi di Morimoto che liberato da un disimpegno errato di Bellini, a tu per tu con l’estremo orobico sparava alto sulla traversa. L’ingresso in campo di Martinez al posto del giapponese però non cambiava il corso del match anzi era l’Atalanta a rendersi spesso pericolosa dalle parti di Andujar che si disimpegnava egregiamente su una beffarda palombella di Doni. Quando a quindici minuti dal termine l’Atalanta rimaneva in dieci a causa dell’espulsione di Bellini per doppio giallo, era ormai tardi, il forcing degli etnei produceva solo una rovesciata di Martinez e poco altro. Si chiudeva con nerazzurri in avanti e, polemica sterile sul poco spirito sportivo rinfacciato a Doni che continuava un’azione malgrado ci fosse un giocatore avversario dolorante a terra. Cambia poco in classifica:il Catania rimane quartultimo ma raggiunge l’Udinese e si piazza davanti al Livorno sconfitto in casa dal Bologna ( bel salto in avanti in classifica dei felsinei) , Atalanta penultimo ma avvicinato dal Siena corsaro a Verona. Tra le pericolanti risorge la Lazio che si impone ad un Parma in netto calo. Mario Finocchiaro
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