 In un Massimino gremito il Catania termina in gloria una partita iniziata benissimo. Il gol di Ricchiuti dopo neppure quattro minuti di gioco spiana la strada ai rossazzurri capaci di approfittare in avvio dell’approccio molle dei galletti pugliesi alla gara. Catania privo ancora una volta di Carboni, non ancora al meglio, di Spolli che non ha recuperato dall’infortunio muscolare occorsogli a Roma domenica scorsa e dello squalificato Mascara si presentava con Terlizzi in difesa a fare coppia con Silvestre, il rientrante Biagianti in mediana a fare il "vichingo" e Martinez dal primo minuto nel tridente d’attacco con Llama e Maxi Lopez. Nel Bari in crisi,giunto al quarto ko di fila ma supportato da circa seicento tifosi (splendidi nell’applaudire i propri beniamini sebbene sconfitti), mancano Ranocchia, Meggiorini e Kutuzov infortunati e con la "sorprese"Gazzi al posto dell’esperto Donati e Koman per Rivas nel 4-4-2 disegnato da Ventura. Per i pugliesi arriva una batosta certamente non preventivata e a mio avviso non del tutto meritata: gli uomini di Ventura pagano l’approccio alla gara sotto tono e, contro questo Catania, "cattivo" come piace a Mihajlovic, non era il caso, ma anche l’incapacità di concretizzare le buone occasioni create dalle due ali Alvarez e Rivas. Di contro etnei che leggono alla perfezione il match opponendo alla lenta e macchinosa difesa biancorossa un pressing asfissiante: Maxi Lopez, Martinez e Llama a turno braccavano il portatori di palla e spesso riuscivano a creare occasioni favorevoli. Splendida la ripartenza che ha portato al raddoppio siglato da Llama: magia di Martinez che di tacco invita l’argentino a percorrere la corsia di destra per poi convergere e calciare di sinistro un pallone imprendibile per il pur bravo Gillet. Sul doppio vantaggio per i catanesi si conclude il primo tempo. La ripresa vede un Bari più aggressivo grazie anche all’ingresso in campo di Rivas che spinge moltissimo sulla fascia sinistra ed ingaggia un duello sportivo di altissimo livello con Pablo Alvarez. L’occasione per rientrare in partita capita sui piedi di Barreto che però calcia sul palo un rigore concesso per fallo di mano (ai più apparso involontario) di Capuano su cross dalla destra dell’Alvarez di Puglia. Scampato il pericolo il Catania dilaga e di rimessa prima sfiora il terzo gol con Maxi Lopez che servito da Llama impegna Gillet sul primo palo (inspigabilmente la terna non concede il corner) e poi realizza ancora con Morimoto lanciato a rete dopo uno slalom di Izco ( imitato qualche ora dopo dall’olimpionico Razzoli a Vancouver) ed infine con Martinez che corona la propria prestazione con una bella azione personale che gli permette di centrare l’ottavo sigillo in stagione. Catania (4-3-3): Andujar 6.5, P. Alvarez 6.5, Silvestre 6, Terlizzi 6 (35' st Augustyn sv), Capuano 5.5, Izco 7, Biagianti 6.5, Ricchiuti 7 (14' st Delvecchio 6), Martinez 7, Maxi Lopez 5.5 (26' st Morimoto 6.5), Llama 7.5. (1 Kosicky, 2 Potenza, 8 Ledesma, 14 Bellusci). All. Mihajlovic 7. Bari (4-4-2): Gillet 5.5, Belmonte 5, A. Masiello 5.5, Bonucci 5.5, S. Masiello 5.5, E. Alvarez 6 (34' st Sestu sv), Gazzi 5 (34' st Donati sv), Almiron 6, Koman 5 (1' st Rivas 5.5), Barreto 5, Castillo 4.5. (12 Lamberti, 3 Diamoutene, 27 Stellini, 69 Meggiorini). All. Ventura 5.5. Arbitro: Peruzzo di Schio 5.5. Reti: nel pt 3' Ricchiuti, 40' Llama, nel st 36' Morimoto, 45' Martinez. Angoli 5-1 per il Bari. Recupero 1' e 4'.
Ammoniti Pablo Alvarez, Almiron e A. Masiello per gioco scorretto, Llama per comportamento non regolamentare, Maxi Lopez per proteste. Spettatori paganti 8.114, abbonati 10.668, incasso 103.343 euro.
Note: allontanato dal campo per proteste il presidente del Catania, Nino Pulvirenti (23' st).
Mario Finocchiaro
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