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23 Novembre 2009 ore 11:15
Il Catania recrimina, il Palermo esonera Zenga.

Il Catania recrimina, il Palermo esonera Zenga.

A bocce ferme analizziamo il derby di ieri e lo stato delle due siciliane. Ora che la mente e' serena, riposata, l'analisi su quanto visto ieri al "Barbera" lo e' anche, non si corre quindi il rischio di pensare......da tifosi. La partita vista ieri a Palermo, alla fine evidenzia come tra gli uomini di Zenga e quelli di Atzori, nonostante il calibro dei nomi e la posizione in classifica, non ci sia stata molta differenza. Anzi alla fine chi ne esce con le ossa rotte, in quello che era il derby della verita' per entrambi gli allenatori, e' proprio il Palermo (fischiato a fine gara) e piu' in particolare il suo allenatore Zenga. Allenatore dal proclama facile, che si e' scontrato con gli effetti che questi generano sulla tifoseria palermitana e che anche per questo dopo ieri, e' stato esonerato da Zamparini (ma nn aveva detto che non lo avrebbe mai esonerato?)ed dovra' quindi lasciare Palermo, la sua squadra e la sua panchina.

Il Catania di contro, esce a testa alta dal derby, con in piu' una forte recriminazione,rabbiosa a dire il vero, per il gol annullato, a detta di tutti regolare, (vi ricordo che non stiamo pensando da tifosi...) che avrebbe legittimato una buona prestazione.
Il Catania messo in campo da mister Atzori e' stato piu' operaio, meno appariscente ma sicuramente piu' redditizio alla lunga. Gli etnei ieri hanno saputo imbrigliare egregiamente le fonti rosanero come ad esempio Bresciano, del tutto evanescente e poco produttivo nelle geometrie walteriane. In quest'ottica, l'unico avversario che ha potuto disturbare le tattiche etnee e' stato Simplicio, che pero', quando non assistito dai suoi compagni di reparto, non produce pericoli piu' del solito.
Dall'altra parte invece, il centrocampo rossazzurro viene fuori alla distanza, mostrando qualche crepa solo nei minuti iniziali che poi guarda caso, coincide con il gol palermitano.
Llama(buono il suo primo tempo), Biagianti e su tutti ancora una volta Carboni, hanno tenuto botta, mostrando addirittura nei minuti finali della gara anche un'evidente supremazia.
Certo il Palermo, specie nel primo tempo, ha avuto la possibilità di incrementare il suo bottino. Pericoli giunti dalle sue punte ovvero Miccoli (che centra la traversa dopo una fantastica deviazione di Andujiar) e Cavani e null'altro. Da questa ultima analisi possiamo prendere lo spunto per capire poi in sostanza in cosa si e' differenziata la partita del Catania, ovvero dalla concretezza delle bocche di fuoco.
E' indubbio che il Palermo ieri a differenza del Catania, aveva a disposizione due uomini votati,dediti, solo ed unicamente a cercare di metterla dentro. Miccoli e Cavani non hanno mai svolto altro ruolo che quello, anche perche' solo quello sanno fare. Cero per una squadra che punta allo scudetto non e' granché poiche' come evidenziato ieri, se uno dei due o entrambi non girano a dovere, i gol vengono meno poiche' ne Budan ne Hernadez,garantiscono la prolificità dei primi due.
Il Catania viceversa, nel suo organico, inutile nasconderlo, non gode di questa disponibilta', di questi uomini. Mascara non e' una punta vera e spessa deve ripiegare a supporto del centrocampo o peggio della difesa. Morimoto, spesso troppo isolato li davanti, ha necessità di avere una spalla che sia un'attaccante vero, su cui poggiarsi per avere la concretezza realizzativa. In panchina poi le alternative non sono delle migliori vuoi per ruolo che per capacità. Ricciuti e' l'alter ego di Mascara e Plasmati ha piu' volte dimostrato di non essere all'altezza della categoria.
Da questo punto di vista la società ha piu' volte dichiarato che interverrà sul mercato a Gennaio, solo a Gennaio perche'facendolo prima si rischierebbe di procurare scarti poco produttivi.
Nel frattempo la squadra dovrà ovviare con l'attuale organico e con il proprio metodo di gioco. Metodo di gioco che magari nel frattempo potrebbe essere affinato, in modo tale da rendere piu' fluide le trame che ieri, come in altre partite, sono sembrate piu' frutto del caso che non della pianificazione.
Sabato sera , arriva il Milan di Leonardo che ieri ha dato vita ad un pirotecnico risultato con il Cagliari di Allegri. Merito anche degli ospiti che non hanno alzato le barricate, ma sono entrati in campo consci di giocarsi il tutto per tutto.
Il Catania, pensiamo, cosi dovrà affrontare Ronaldinho e compagni, conscio del fatto che non ha nulla da perdere e che comunque e' in grado di mettere paura a tutte le squadre, sulla scorta delle prestazioni fin qui mostrate da ultima quella di ieri con il Palermo.

di Giovanni Tambone


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